A L U N N I
Articoli
VIAGGIO DELLA MEMORIA:
I ragazzi del Liceo Kant portano la loro testimonianza nel quartiere
Anche quest'anno, come già l'anno scorso, quattro nostre studentesse, Gloria Paradisi e Marina Giometto della classe 2°E, Serena Pancione e Francesca Fabiani della classe 4°CL, accompagnate dalla prof.ssa Biagiola, il 17 maggio, hanno portato la loro testimonianza ai ragazzi della Terza Media della S.M.S. Toniolo, Istituto del nostro Distretto Scolastico...
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La classe 3AL racconta lo stage a Nizza!
Quest'anno abbiamo proposto un viaggio d'istruzione che potesse allo stesso tempo migliorare le nostre competenze linguistiche, senza privarci dello spirito allegro e spensierato tipico di ogni caposcuola.
Da queste esigenze è nata l'organizzazione di uno stage della durata di sette giorni e sei notti, con alloggio in famiglia e corso di studio in lingua.Ogni giornata era scandita in modo tale da impiegare la mattinata dalle ore 8 :45 alle ore 12:00 con i corsi e il tempo restante tra escursioni organizzate e due pomeriggi liberi.Tutto si è svolto nella splendida cornice di Nizza, piccola città costiera nel sud della Francia,luogo turistico e vivace,non a caso meta scelta dagli studenti di tutto il mondo.
Il soggiorno in famiglia, che in un primo momento poteva sembrare motivo di preoccupazione,si è in realtà rivelato fondamentale per l'apprendimento della lingua, permettendoci uno stretto contatto con la realtà francese e non solo;in effetti molto spesso ci siamo ritrovati in famiglie che ospitavano altri studenti stranieri, fornendoci lo spunto per nuove esperienze sia dal punto di vista linguistico, che, senza dubbio, umano.
La scelta scrupolosa delle famiglie ospitanti, la costante attenzione rivolta a noi studenti e la piena disponibilità assicurata anche alle nostre docenti, da parte della scuola francese, sono stati certo fattori di garanzia e piena riuscita dell'intero soggiorno.In ultima analisi la bellezza del posto, la qualità dei servizi e l'efficienza delle nostre insegnanti accompagnatrici, uniti alla formula dello stage,che speriamo venga riproposta,hanno senz'altro confermato il nostro iniziale entusiasmo.
GLI ALUNNI E LE ALUNNE DELLA CLASSE 3AL
VIAGGIO DELLA MEMORIA
VISITA DEI CAMPI DI STERMINIO DI AUSCHWITZ 1 – BIRKENAU 10-11-12 APRILE 2011
Anche quest'anno il nostro liceo ha avuto la fortuna di poter partecipare al Viaggio della Memoria, organizzato dalla Provincia di Roma nelle giornate del 10, 11 e 12 aprile. Ben 67 scuole, rappresentate da un docente e da quattro alunni, scelti fra coloro che durante l'anno scolastico hanno partecipato al progetto legato al viaggio, hanno partecipato ad un viaggio unico, emotivamente coinvolgente, storicamente ineccepibile e didatticamente perfetto.
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Maurizio Landini, martedì 8 marzo scorso, ha incontrato gli alunni del Liceo Kant. Le impressione dell'incontro, nelle parole di un'alunna del Liceo Kant, Elena Loche.
Molti di noi ricorderanno i telegiornali dello scorso gennaio, nei quali ci venivano proposte le fasi del duro confronto tra la dirigenza della FIAT e i suoi operai, nelle varie fabbriche sparse sul territorio nazionale.
Le telecamere correvano da Termini Imerese, in provincia di Palermo, fino a Mirafiori, Torino, passando da Melfi, Potenza, e Cassino, Frosinone, e il nostro sguardo coglieva un'unica immagine: operai arrabbiati, urlanti, in lacrime, preoccupati o rassegnati, che chiedevano lavoro e dignità...
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I RAGAZZI DEL KANT
La Prof.ssa Angela Varasano, docente di Filosofia e storia nel nostro Liceo durante l'a.s. 2009-10, dedica agli alunni del Kant una bellissima poesia!
Vi ho icontrati un giorno d'autunno
Distratta in faccende di vita di tutti.
Vi ho guardati, non ho visto...
Distratta in rumori passati e presenti.
Poi d'improvviso, un giorno qualunque,
Vi ho visti, ragazzi del Kant.
Chè i tumultuosi flutti dell'anima mia,
S'acchetavano al suono del vostro dolce silenzio.
Sì che ho sentito un manto avvolgente
D'invisibile presenza di anime belle.
Voi siete belli, ragazzi del Kant.
Questa è la mia dichiarazione per voi,
Questo è il mio grazie al vostro dono per me.
E so. E vi dico che so
Che non dimenticherò, ragazzi del Kant.
Angela Varasano
Premiazione delle Eccellenze, Comune di Roma - Scuola in festa 29 maggio 2010
Di Maria Letizia Parretti
Un‘altra giornata di premiazioni e di soddisfazioni per il nostro liceo. Gli alunni Chiara Mattei della classe 3DL e Emiliano Pedone della classe 3EL hanno vinto un premio assegnato dal Comune di Roma nell’ambito dell’iniziativa “Scuola in Festa”, svoltasi nei giardini di Nicola Calipari di Piazza Vittorio lo scorso 29 maggio. I due alunni, accompagnati dalla loro docente prof. Parretti, da due amici del cuore e dalle loro famiglie, hanno ricevuto un e-book, contenente già numerosi testi di lettura in italiano e in inglese.
Gli alunni, abbastanza emozionati, hanno gioito per il loro premio e in modo assolutamente amichevole hanno detto di volerlo portare a scuola e se necessario metterlo a disposizione dei loro compagni.
Gli alunni, scelti per il loro profitto scolastico, erano tra i pochi a rappresentare le scuole superiori di Roma. Un motivo in più di soddisfazione per la nostra grande famiglia del liceo Kant.
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M. L. P.
Chiara e Domiziana
Emiliano e Matteo
L'assessore e l'ospite d'onore
L'inattesa vittoria...
Di Domenico Giordani
La prova, sostenuta nella suggestiva cornice del Liceo Buratti, presentava notevoli difficoltà dal punto di vista lessicale e sintattico. Il brano che ci è stato proposto, tratto dalla vita di Teseo, più propriamente dall'incipit della suddetta vita, mi ha causato gravi difficoltà esegetiche e numerosi grattacapi sintattici.
Tuttavia, dopo lunga elaborazione, sono riuscito a mettere a punto una traduzione, se non soddisfacente, almeno coerente, oltre a un commento linguistico se non eccellente, almeno lineare.
Giunto al momento della premiazione, del tutto disilluso sulle mie possibilità di vittoria, rimasi assai sorpreso di intravedere le caratteristiche della mia prova nelle motivazioni del settimo premio. Dopo che questi venne assegnato ad un altro studente persi la speranza di ottenere alcun riconoscimento.
Allorché il locutore principiò a leggere la motivazione del primo premio, cominciai a riconoscere i caratteri della mia traduzione e del mio commento.
La proclamazione del mio nome e di quello della scuola fece esplodere la gioia del Prof. Paretti, impareggiabile accompagnatore per la sua discrezione e la sua simpatia e destò in me un profondo turbamento, sfociato poi in un placido accoramento e, infine, nel caloroso gaudio dei festeggiamenti.
Domenico Giordani
Crescere al kant
Di Jacopo Risi
Venerdì 12.06.09 ore 10:05 suona l'ultima campanella dell'anno nel Liceo Immanuel Kant di Roma in Piazza Zambeccari. Quella campanella suona accompagnata dalle emozioni di più o meno 1100 studenti.
I più ingenui urlano, solitamente sono del primo e del secondo. Poi ci sono quelli che non sanno come comportarsi. Tra sollievo per la fine di uno strazio e il dispiacere di lasciare per tre mesi quelle persone e quell'edificio restano quasi impassibili,si lasciano trascinare dalla situazione.
C'è invece chi piange,quelli dell'ultimo anno solitamente perchè è finito un ciclo,gli anni del liceo,ora si è adulti. Magari piange anche chi sente d'aver buttato un anno.
Insomma,un cocktail di emozioni che si muovono per i soliti corridoi che sembrano avere un aspetto diverso quando invece sono gli occhi di chi li guarda che sono diversi. Sono gli occhi di adolescenti che non vedevano l'ora di lasciare quel posto per un periodo che fosse più lungo della solita domenica o di qualche ponte. Sono gli occhi di adolescenti consapevoli che quei riti gli mancheranno.
Mettere la sveglia alle 6 per svegliarsi presto, lavarsi, fare colazione al volo, tornare in camera ed aprire l'armadio per scegliere l'abbigliamento da sfoggiare, specchiarsi, cambiarsi e ricambiarsi perdendo quel po' di tempo che li faranno scapicollare per arrivare in tempo a scuola,preparare lo zaino confidando nel vicino di banco..tanto lo porterà lui il libro di latino. Uscire e recarsi alla fermata dell'autobus e vedere sempre le stesse facce,sono ormai più familiari di quelle dei loro genitori. Pregare quasi per un posto a sedere. Fare il tragitto in autobus ripassando qualche materia anche solo mentalmente pianificarsi la giornata o sentire semplicemente della musica.
Arrivare finalmente a scuola e recarsi sul punto d'incontro della propria classe.Chiacchierare con i compagni di quel che sarà la giornata,anche solamente svagarsi per non pensare ai compiti,ogni tanto ci vuole. Suona la campanella e tutti,chi prima chi dopo, si muovono verso quel cancello verde e come i soldati vanno ai posti di combattimento al segnale del superiore, così gli alunni vanno ai loro posti di banco al suono della campanella.
Diversa la ragione ma entrambi, alunni e soldati, vanno incontro al loro destino. E così passa un anno, da settembre a giugno, con la solita compagnia, simpatie e antipatie, professori e personale ATA (bidelli).
Compiti, interrogazioni, voti, gioie, delusioni, ingiustizie, aiuti da parte di alcuni professori. Rafforzare amicizie, fare nuove conoscenze, litigare, discutere e perderne anche alcune. Crescere. Vivere ore interminabili tra spiegazioni, interrogazioni e compiti. Per prendere una pausa si fa una passeggiata verso i bagni o anche solo per il bisogno di sgranchire le gambe. Le prime tre ore vanno così e c'è finalmente l'intervallo.
Ci sono quei giorni che devi studiare anche durante l'intervallo, altri che invece puoi scendere in cortile, nella cappa di fumo, per cazzeggiare un po', buttare l'occhio per vedere la persona che ti piace ma con la quale non hai il coraggio di parlare, ritrovarti con la tua dolce metà per condividere gioie e delusioni racchiudendoli in baci interminabili. Ed ecco che risuona la campanella e si ritorna ai posti di combattimento, aspettando e sperando che quelle ore passino velocemente per tornare a casa e vedere i Simpson mangiando.
Il Kant è questo e molto di più. E' anche tutte le assemblee d'istituto molto interessanti alle quali però partecipa poca gente,uscite di istruzione nei cinema a vedere film sui quali poi riflettere, ospitare politici, scrittori e chi più ne ha più ne metta in teatro per far sì che gli studenti diventino cittadini consapevoli. Il Kant è questo. Amore ed odio.
Il Kant è uscire per Roma e incontrare almeno un kantiano. Il Kant è una scuola che come tutto nella vita ti dona e ti toglie e spesso noi studenti durante l'anno pensiamo solo a quello che ci toglie, poi però ci rendiamo conto di quel che ci dà.
Il Kant è finire un anno scolastico con un concerto racchiudendo tutte le emozioni di un anno intenso. Allestire un concerto e creare uno spettacolo variopinto con diverse sfumature, vedere ogni aspetto del Kant e dei kantiani, collaborare con persone con le quali non hai mai parlato. Arrivare alla fine di un anno, tirare le somme e capire l'importanza di questi anni.Anni di crescita e di formazione.
Eh sì, ci sono anche quei momenti in cui arrivi a sentirti fiero di essere kantiano, pensate un po'.
Questo è solo il punto di vista di uno dei tanti studenti del kant che è sicuro che tutti gli altri si sono riconosciuti in qualche immagine, e che è sicuro di averne dimenticate molte, ad esempio le file infinite alle macchinette durante l'intervallo, le ore di Ed.Fisica in cui ci si sfoga, uscite anticipate, entrate in seconda ed assenze strategiche, seghe per andare al centro o sulla tuscolana o anche solo a Termini, collettivi, interrogazioni durante gli ultimi giorni per salvare il salvabile, pagellini, colloqui con i genitori, notti insonni sui libri e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo e molto altro ancora significa Crescere al Kant, significa essere un Kantiano.
JR